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La meditazione non è solo una pratica, ma un viaggio interiore che porta alla scoperta di sé e alla quiete della mente. Nel cammino dello Yoga delineato da Patanjali, la meditazione occupa un posto centrale, rappresentando la fase più profonda dell’unione tra corpo, mente e spirito. Ma cos’è davvero la meditazione e come possiamo integrarla nella nostra vita quotidiana?

Patanjali, nei suoi Yoga Sutra, descrive il percorso dello yoga come un sistema in otto stadi (Ashtanga), che conduce alla realizzazione interiore. Tra questi, tre passaggi sono fondamentali per comprendere il cuore della meditazione:

  • Dharana (concentrazione): il primo passo verso la meditazione, di cui ho già parlato, è l’arte di dirigere la mente verso un unico punto, sia esso il respiro, un suono, una visualizzazione o un mantra.
  • Dhyana (meditazione): quando la concentrazione diventa continua e ininterrotta, la mente si immerge in uno stato di presenza profonda, senza distrazioni.
  • Samadhi (illuminazione o estasi): il culmine della meditazione, in cui si sperimenta un senso di unità con l’universo e la dissoluzione del senso di separazione tra sé e il tutto.

Come Iniziare a Meditare

Se la meditazione ti sembra complessa, sappi che in realtà è un processo naturale e accessibile a tutti. Ecco alcuni passi pratici per iniziare:

  1. Trova un luogo tranquillo – Siediti in uno spazio silenzioso, dove puoi stare senza essere disturbato per alcuni minuti.
  2. Adotta una posizione comoda – Puoi sederti a gambe incrociate, su un cuscino o una sedia, mantenendo la schiena eretta e rilassata.
  3. Concentrati sul respiro – Osserva l’aria che entra e esce dalle narici, senza forzare il ritmo.
  4. Accetta i pensieri senza giudicarli – La mente tenderà a divagare, ed è normale. Ogni volta che accade, riportati con gentilezza al respiro o al tuo punto di focalizzazione.
  5. Inizia con pochi minuti al giorno – Anche solo 5-10 minuti di pratica quotidiana possono fare una grande differenza nel tempo.

Una volta stabilita una routine di meditazione, puoi esplorare tecniche più avanzate:

  • Meditazione guidata: Seguire una voce che ti accompagna può essere utile, soprattutto per i principianti. Nel mio canale YouTube ne trovi molte.
  • Mantra e suoni sacri: Ripetere un mantra (come “Om”) aiuta a stabilizzare la mente.
  • Meditazione sui chakra: Visualizzare e armonizzare i centri energetici del corpo può favorire un equilibrio profondo.
  • Mindfulness nella vita quotidiana: La vera meditazione si estende oltre il momento della pratica formale, trasformandosi in un’attitudine alla consapevolezza in ogni azione.

“Quando la mente si acquieta, il cuore sussurra la sua saggezza.”

La meditazione è un percorso di ritorno a casa, un’arte che ci permette di osservare la vita con maggiore chiarezza e serenità. Se inizi oggi, anche con pochi minuti, darai il primo passo verso un cambiamento profondo.

Sei pronto a esplorare il potere della meditazione? Dedica un momento a te stessa/o ogni giorno e osserva come la tua vita cambia. Ti aspetto per condividere insieme questo viaggio interiore! 🌿🙏

Con gratitudine

E.

Il 6 grado dello yoga di Patanjali è la concentrazione, cioè mantenere il pensiero fisso in una sola direzione.

Che cosa significa?

Generalmente la nostra mente è indotta a vagare e disperdere i pensieri, quando induci il corpo a sedersi e fermarsi l’unica distrazione è quella dei pensieri che vanno.. vengono.. e ingannano! Prima ancora di liberare completamente la mente dai pensieri impara a dirigerli dove vuoi tu. Scegli di pensare a qualcosa e allena la mente a non divagare in altro.

Il supporto della concentrazione può essere un ‘oggetto’, come ad esempio una candela, una divinità o un valore da coltivare; ciò che conta è che sia un ‘oggetto nobile’, appartenente al mondo astratto e sottile.

La concentrazione è un’ottimo esercizio per avvicinarti alla meditazione, praticala ogni giorno, iniziando da 10 minuti e poi aumentando il tempo gradualmente. La costanza e la disciplina ti premieranno e in poco tempo ti sentirai più felice, più presente e consapevole di ciò che vuoi.

Buona pratica

Namaste 🙏

Ele 💖

Il secondo  degli otto stadi dello yoga di Patanjali, la base dello yoga moderno, riguarda le osservanze che hanno come scopo quello di controbilanciare le leggi del dharma (etica/doveri).

Le cinque osservanze sono:

✨ PUREZZA

La purezza è interiore ed esteriore, dunque riguarda:

  • il corpo: mediante bagni (di sette tipi)
  • i luoghi: sacralizzare i luoghi in cui si sta
  • l’orientamento: rivolgersi verso nord o est durante il giorno (verso nord durante la notte), che significa seguire una direzione precisa nella vita
  • l’interiorità: è l’insieme dei beni spirituali, quali il controllo dei sensi, le virtù, i valori, l’assenza di ego, l’equilibrio fisico e interiore

✨ CONTENTEZZA

Significa essere soddisfatti, sereni, grati sia che si incontri momenti difficili sia che si viva momenti favorevoli.

✨ AUSTERITA

E’ la fermezza:

  • fisica, ad esempio la pratica del digiuno
  • verbale, ad esempio evitare di parlare a vuoto, con parole frivole
  • mentale, apprezzare il silenzio interiore

✨ SVILUPPO DI SE’

Lo studio attraverso scritture rivelate, testi sacri, inni, preghiere, mantra e tutto ciò che porta alla conoscenza dell’Essere supremo.

✨ MEDITAZIONE SULLA DIVINITA’

Si riferisce alla devozione verso il Divino, un’arresa che nasce dall’eliminazione di ogni desiderio morboso, una fede salda verso qualcosa di superiore.

 

Gli effetti dei primi due gradi dello yoga di Patanjali, se praticati con autenticità, conducono alla liberazione. Questo è il primo passo da compiere per lo yogin che intende seguire il cammino di consapevolezza offerto dallo yoga.

Quando inizi una classe di yoga è importante che venga introdotta anche questa parte teorica che spiega ‘cosa fai’ e ‘quali sono i principi‘ dietro a questa meravigliosa disciplina.

Namaste

Ele 💖

La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale”; entrambi gli equinozi (sia quello di primavera che quello di autunno) sono gli unici due momenti in cui la lunghezza del giorno è uguale alla lunghezza della notte. Durante gli equinozi il Sole sorge perfettamente ad est e tramonta perfettamente ad ovest. Simbolo di eloquente equilibrio.

L’equinozio di primavera celebra la rinascita dopo il lungo e oscuro inverno, un momento di purificazione dopo il letargo invernale e la fertilità della terra che torna a donare frutti e raccolti. E’ il momento del risveglio della natura e noi siamo parte di questo processo.

Nel simbolismo cosmico l’uguaglianza del giorno e della notte rappresenta l’unione del Sole e della Luna, un allineamento tra le energie maschili e femminili molto intenso che conduce ad un equilibrio, ma per conquistarlo si dovranno sperimentare alti e bassi, momenti euforici e momenti tristi, situazioni positive e altre dolorose o di pesantezza.

La primavera è la stagione del rinnovamento, in cui i sensi si amplificano, il corpo vuole riprendere a muoversi, la mente  progetta idee, sogni, viaggi. Le emozioni sono più intense e nascono sentimenti di amore, fiducia, affettuosità. Vi risuona? La vita sboccia e si manifesta in tutte le sue forme, proprio come un fiore. E’ il momento di ripulire il proprio giardino interiore e lasciare spazio al nuovo.

Gli equinozi sono aperture energetiche, in particolare quello di primavera rappresenta l’inizio del nuovo anno astrologico, con il Sole che entra in Ariete, e potrebbe rivelarsi un’iniziazione per chi ha intrapreso una via spirituale. Rappresenta una grande pulizia per rimuovere il dolore inconscio, liberarsi da schemi e abitudini sbagliate e ricostruirne di nuove. E’ un momento importante per l’evoluzione individuale, da un lato per la rinuncia ai piaceri egoici, dall’altro per il passaggio ad una maggiore consapevolezza.

L’energia dell’equinozio colpisce le nostre convinzioni mentali e le certezze fisiche, emotive e relazionali: è una fase importante di interiorizzazione, in cui l’intenzione è fondamentale per direzionare le energie che si manifestano. Puoi usare a tuo favore questa energia “espansiva” per allinearti con i tuoi desideri e progetti. La pressione energetica sarà sempre più forte, solo il contatto con la Terra, Gaia,  e con Madre Natura ci potrà orientare nella giusta direzione.

Segui la meditazione che trovi sopra per almeno una settimana e ripulisci, di volta in volta, la tua porzione di vera essenza.

Con gratitudine

Eleonora 💖

 

 

 

Mentre il nostro calendario gregoriano è solare, il calendario vedico è lunare.

La parola “Ekadasi” (o Ekadashi) nel calendario lunare, significa undicesimo giorno della luna crescente e undicesimo giorno della luna calante. Questi due giorni del mese sono considerati quelli in cui i fluidi e i liquidi corporei raggiungono il loro massimo ed è dunque consigliato seguire una dieta semplice e leggera oppure il digiuno completo.

Perché proprio in questi giorni?

L’antica tradizione vedica ritiene che la presenza di abbondanti liquidi nel corpo sia uno stimolo per sviluppare i sensi e  l’intuito, permettendoci di essere più sensibili e aperti a percezioni superiori. Questi giorni sono quindi favorevoli per dedicarsi alla meditazione e alla spiritualità.

La luna è il pianeta che governa la mente e le emozioni facilitando uno stato di rilassatezza e concentrazione. Lo stesso legame luna-mente non preso in considerazione può dar adito a momenti di irrequietezza, instabilità, disarmonia. In particolare, la luna influenza il movimento della mente tra i vari centri energetici del corpo, nei giorni di ekadasi – nella fase di luna crescente – la mente indugia nel 5° chakra (comunicazione, creatività, espressione verbale) – nella fase di luna calante – nel 4° (equilibrio, benessere, amore universale).

Favorire questi movimenti sottili con una dieta leggera o bevendo solo acqua (o tisane) è un cammino di consapevolezza e unione con il divino.

Sempre nella tradizione vedica, la meditazione è associata al canto dei mantra, questo significa che i giorni di Ekadasi sono ideali per cantare. Quando si digiuna anche il canto acquista un livello superiore.

In questi due giorni ci si dovrebbe fermare, riposare e dedicarsi alla meditazione e al canto sacro. Sono momenti per nutrire la nostra anima e riconnetterci al nostro cuore (4° chakra) e alla nostra creatività (5° chakra). Condivido una poesia sul digiuno e sul canto:

C’è una dolcezza nascosta in uno stomaco vuoto.

Noi siamo liuti, niente di più, niente di meno.

Se la cassa di risonanza è piena di qualunque cosa, non c’è musica.

Se il cervello e la pancia sono purificati dall’ardere del digiuno,

in ogni momento una nuova canzone sale da questo fuoco.

La nebbia si dirada, e una nuova energia fa salire di corsa

i gradini che portano a te.” (Rumi)

Il giorno successivo in cui interrompere la dieta o il digiuno coincide con lo “scioglimento delle acque” .

Oltre ai due giorni di digiuno completo ci sono altri due giorni di Purnima (luna piena) e Amavasya (luna nuova) in cui è suggerito un digiuno dal pasto serale. 

Nella mentalità comune il digiuno è associato a sacrificio, ma non si tratta di rimanere senza cibo e soffrire ventiquattro ore, ma di purificare il corpo per avvicinarci allo stato naturale dell’intuizione: cambiando prospettiva cambia anche la percezione, pensando che sia una preghiera per avvicinarci a Dio non si percepisce più come un sacrificio.

La parola “digiuno” non comprende solo la sfera nutrizionale, ma lasciar andare schemi, vizi, impegni, modi di fare. Si tratta di moderare la parola e assaporare il silenzio per acquisire più lucidità e forza interiore. Oltre a questo, i benefici fisici del digiuno sono oggi ben conosciuti per l’effetto disintossicante, ricostituente di tutti gli organi e i tessuti del corpo, che aiuta a prevenire malattie.

Provare almeno ad alleggerire la giornata da impegni e cibo, trovare del tempo per se stessi, è un modo per iniziare. Lo yoga ci insegna ad osservarci e non sempre è il momento giusto per fare una scelta drastica, soprattutto se non siamo già abituati. Quindi ti suggerisco di provare con moderazione e sentire come il tuo corpo e la tua mente reagiscono. E’ una grande scuola di consapevolezza.

E.

Viviamo in un momento storico particolare, direi memorabile, in cui vogliamo star bene senza sforzarci, vogliamo essere felici senza affrontare i nostri dolori e le nostre debolezze, vogliamo intraprendere cammini impegnativi come la meditazione, pensando che ci salverà, senza aver prima praticato gli step inferiori.

Non funziona proprio così. Il cammino dello yoga (e anche delle altre discipline orientali) prevede  impegno e una gradualità.

Non puoi scalare l’Everest senza prima esserti allenato a lungo scalando piccole montagne.

Non puoi fare il Cammino di Santiago se non fai almeno una passeggiata al giorno e stai sempre seduto sul divano.

Non so se rendo l’idea…questo è un inganno (verso noi stessi) in cui, in passato, sono caduta anche io. Quello che voglio dire è che ci vuole volontà e costanza.

Il cammino dello yoga prevede otto step per raggiungere il Samadhi, l’illuminazione, la connessione con il nostro Sè Superiore, quello spazio soleggiato ove tutto è possibile e, soprattutto, dove essere felici ed immobili qualsiasi cosa accada intorno a noi. Prova ad immaginarlo ????

I primi quattro gradini dello yoga sono pratici: astinenze ed osservanze (yama e niyama) cioè regole da mettere in atto nella vita quotidiana con regolarità e disciplina, poi ci sono le posizioni (asana) e la respirazione (pranayama) che rappresentano la maggior parte della pratica che si fa in una classica lezione. Da qui si parte e quando si ha confidenza con questi aspetti si tenta di avanzare alla concentrazione e alla meditazione.

Secondo la mia esperienza, una routine quotidiana di pulizia fisica e interiore è la base per avere degli effetti concreti nel corpo e nella mente e, soprattutto, per sentirti più lucido e stabile.

Qui sotto inserisco un link per accedere ad un e-book in cui ho riassunto alcune pratiche che dovresti svolgere quotidianamente per creare una buona e sana abitudine affinché qualcosa inizi a cambiare in te. Parti dalla base, fai attenzione a ciò che fai e a come lo fai, e domandati quanto sei importante per te stesso.

Scarica gratuitamente l’e-book e segui le istruzioni. Quando farai con naturalezza quello che c’è scritto (senza scuse) potrai dire di aver iniziato un vero processo di realizzazione di te. La strada non è facile, ma conduce alla gioia.  Tutti i grandi maestri hanno fatto dei sacrifici per raggiungere lo stato di beatitudine, perché noi non dovremmo?

Lasciare andare i pensieri, le preoccupazioni, la rabbia significa lasciare andare le vecchie abitudini per introdurne alcune nuove. Se continui a fare sempre le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati. Cambia, senza attendere il momento giusto, questo è il momento giusto, non esitare a provare e non dimenticare che tu sei la persona più importante della tua vita. Con il tuo benessere, il tuo equilibrio e la tua stabilità puoi aiutare chiunque; se barcolli non sarai di aiuto né a te stesso né ad altri.

Buona pratica

PDF e-book  

 

Namaste ♥

Eleonora

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