Il percorso dello yoga, secondo gli Yoga Sutra di Patanjali, è un viaggio di trasformazione interiore che culmina nello stato di Samadhi, spesso tradotto come illuminazione o estasi. Ma cosa significa realmente raggiungere questo stato? È una condizione riservata a pochi mistici o qualcosa che possiamo sperimentare nel nostro quotidiano?

Patanjali descrive lo yoga come un sentiero a otto stadi, in cui Samadhi rappresenta l’ultima tappa, il compimento della pratica. Questo stato è la totale fusione tra l’osservatore e l’oggetto dell’osservazione: la mente cessa di oscillare, il senso del sé individuale si dissolve e si sperimenta una profonda unione con il tutto.

Esistono diversi livelli di Samadhi, tra cui:

  • Savikalpa Samadhi – Uno stato di assorbimento profondo in cui la mente è ancora presente, ma focalizzata su un’unica realtà, come un mantra, un simbolo o la consapevolezza di sé.
  • Nirvikalpa Samadhi – Uno stato più avanzato in cui la mente si dissolve completamente, portando a un’esperienza diretta della coscienza pura.
  • Dharma Megha Samadhi – Lo stadio finale, in cui il praticante trascende ogni identificazione con la mente e il corpo, vivendo nella libertà assoluta.

Illuminazione: Un Traguardo o un Percorso?

Molti immaginano l’illuminazione come un momento improvviso e definitivo, ma secondo la tradizione yogica è piuttosto un processo graduale. La pratica costante porta a esperienze sempre più profonde di presenza e consapevolezza, fino a stabilizzarsi in uno stato di pace interiore duraturo.

Come Coltivare lo Stato di Samadhi nella Vita Quotidiana

Anche se Samadhi è considerato il culmine del percorso yogico, possiamo avvicinarci a questo stato attraverso pratiche semplici ma profonde:

  1. Meditazione quotidiana – La pratica regolare della meditazione aiuta a sviluppare uno stato di concentrazione profonda (Dharana) e assorbimento (Dhyana), i passi precedenti a Samadhi.
  2. Presenza nel qui e ora – Essere completamente presenti in ogni azione, senza attaccamento ai risultati, è una forma di meditazione in movimento.
  3. Riconoscere l’illusione dell’ego – Comprendere che il nostro senso di separazione è solo un’illusione ci aiuta a sviluppare una maggiore connessione con il tutto.
  4. Abbandonare il controllo – Samadhi non si ottiene con lo sforzo, ma con il lasciare andare. Accettare il flusso della vita è un passo essenziale.

“Non c’è nulla da raggiungere, perché sei già ciò che cerchi. L’illuminazione non è un luogo lontano, ma lo spazio di quiete dentro di te.”

Samadhi non è un obiettivo da inseguire, ma una condizione dell’essere che può emergere in qualsiasi momento, attraverso la pratica costante e la consapevolezza.

Con gratitudine

E.

La meditazione non è solo una pratica, ma un viaggio interiore che porta alla scoperta di sé e alla quiete della mente. Nel cammino dello Yoga delineato da Patanjali, la meditazione occupa un posto centrale, rappresentando la fase più profonda dell’unione tra corpo, mente e spirito. Ma cos’è davvero la meditazione e come possiamo integrarla nella nostra vita quotidiana?

Patanjali, nei suoi Yoga Sutra, descrive il percorso dello yoga come un sistema in otto stadi (Ashtanga), che conduce alla realizzazione interiore. Tra questi, tre passaggi sono fondamentali per comprendere il cuore della meditazione:

  • Dharana (concentrazione): il primo passo verso la meditazione, di cui ho già parlato, è l’arte di dirigere la mente verso un unico punto, sia esso il respiro, un suono, una visualizzazione o un mantra.
  • Dhyana (meditazione): quando la concentrazione diventa continua e ininterrotta, la mente si immerge in uno stato di presenza profonda, senza distrazioni.
  • Samadhi (illuminazione o estasi): il culmine della meditazione, in cui si sperimenta un senso di unità con l’universo e la dissoluzione del senso di separazione tra sé e il tutto.

Come Iniziare a Meditare

Se la meditazione ti sembra complessa, sappi che in realtà è un processo naturale e accessibile a tutti. Ecco alcuni passi pratici per iniziare:

  1. Trova un luogo tranquillo – Siediti in uno spazio silenzioso, dove puoi stare senza essere disturbato per alcuni minuti.
  2. Adotta una posizione comoda – Puoi sederti a gambe incrociate, su un cuscino o una sedia, mantenendo la schiena eretta e rilassata.
  3. Concentrati sul respiro – Osserva l’aria che entra e esce dalle narici, senza forzare il ritmo.
  4. Accetta i pensieri senza giudicarli – La mente tenderà a divagare, ed è normale. Ogni volta che accade, riportati con gentilezza al respiro o al tuo punto di focalizzazione.
  5. Inizia con pochi minuti al giorno – Anche solo 5-10 minuti di pratica quotidiana possono fare una grande differenza nel tempo.

Una volta stabilita una routine di meditazione, puoi esplorare tecniche più avanzate:

  • Meditazione guidata: Seguire una voce che ti accompagna può essere utile, soprattutto per i principianti. Nel mio canale YouTube ne trovi molte.
  • Mantra e suoni sacri: Ripetere un mantra (come “Om”) aiuta a stabilizzare la mente.
  • Meditazione sui chakra: Visualizzare e armonizzare i centri energetici del corpo può favorire un equilibrio profondo.
  • Mindfulness nella vita quotidiana: La vera meditazione si estende oltre il momento della pratica formale, trasformandosi in un’attitudine alla consapevolezza in ogni azione.

“Quando la mente si acquieta, il cuore sussurra la sua saggezza.”

La meditazione è un percorso di ritorno a casa, un’arte che ci permette di osservare la vita con maggiore chiarezza e serenità. Se inizi oggi, anche con pochi minuti, darai il primo passo verso un cambiamento profondo.

Sei pronto a esplorare il potere della meditazione? Dedica un momento a te stessa/o ogni giorno e osserva come la tua vita cambia. Ti aspetto per condividere insieme questo viaggio interiore! 🌿🙏

Con gratitudine

E.

Il 6 grado dello yoga di Patanjali è la concentrazione, cioè mantenere il pensiero fisso in una sola direzione.

Che cosa significa?

Generalmente la nostra mente è indotta a vagare e disperdere i pensieri, quando induci il corpo a sedersi e fermarsi l’unica distrazione è quella dei pensieri che vanno.. vengono.. e ingannano! Prima ancora di liberare completamente la mente dai pensieri impara a dirigerli dove vuoi tu. Scegli di pensare a qualcosa e allena la mente a non divagare in altro.

Il supporto della concentrazione può essere un ‘oggetto’, come ad esempio una candela, una divinità o un valore da coltivare; ciò che conta è che sia un ‘oggetto nobile’, appartenente al mondo astratto e sottile.

La concentrazione è un’ottimo esercizio per avvicinarti alla meditazione, praticala ogni giorno, iniziando da 10 minuti e poi aumentando il tempo gradualmente. La costanza e la disciplina ti premieranno e in poco tempo ti sentirai più felice, più presente e consapevole di ciò che vuoi.

Buona pratica

Namaste 🙏

Ele 💖

Il 4° grado dello yoga di Patanjali è il pranayama, comunemente tradotto come “controllo del respiro”.

In realtà “prana” significa energia vitale, mentre “yama” o “ayama” hanno due significati diversi:

✨ yama significa “controllo”

✨ ayama significa “espansione”

Insieme acquisiscono un significato ancora più profondo, cioè controllo ed espansione dell’energia vitale.

 

Inoltre, il corpo pranico è composto da 5 flussi, dunque non si tratta solo dell’aria che respiriamo ma dell’energia che ci tiene in vita e permette a tutte le ‘cose’ di esistere ad ogni livello:

prana, è la forza che attrae il respiro all’interno del corpo (regola l’inspirazione), è in corrispondenza del torace e comprende polmoni, cuore, organi respiratori e muscoli rispettivi.

apana, è la forza che espelle il respiro (regola l’espirazione), è sotto la regione dell’ombelico e regola addome, intestino crasso, reni e genitali.

samana, rappresenta lo spazio di tempo che intercorre tra inspirazione ed espirazione, corrisponde alla zona tra cuore e ombelico, in corrispondenza dello stomaco, intestino, pancreas, fegato.

udana, è la forza che governa collo e testa, occhi, lingua, naso e orecchie. E’ anche responsabile della postura eretta, in sua assenza la consapevolezza del mondo esterno non sarebbe possibile.

vyana, è la forza di riserva totale, che gira in tutto il corpo coordinando i movimenti.

Si deduce che c’è uno stretto collegamento tra la respirazione intesa a livello fisico e quella a livello ‘energetico’, che influisce lo stesso sul nostro corpo.

La vera tecnica dello yoga comincia con il controllo delle energie (prana)  e dei ritmi vitali, di cui il più importante è il respiro. 

Nel controllare le ‘energie vitali’ si giunge rapidamente a controllare il sistema mentale, l’attività incessante del pensiero… l’anima purificata dal pranayama realizza l’essere trascendente.

 

La respirazione avviene in 4 fasi, ognuna delle quali rimanda ad un aspetto psicologico:

puraka (inspirazione), è il momento in cui il prana entra, il messaggio inconscio è “lascio entrare senza timore”.

✨ kumbhaka (ritenzione del respiro a polmoni ‘pieni’), è il momento dell’ossigenazione sanguigna, ha a che fare con la stabilità, la concentrazione mentale e la capacità di guardarsi dentro, il messaggio inconscio è “vivo nel qui e ora”.

✨ rechaka (espirazione), il momento in cui esce l’aria di troppo, il messaggio inconscio è “non trattengo, lascio andare il superfluo”.

✨ kumbhaka (sospensione del respiro a polmoni ‘vuoti’), è il momento di vuoto, il messaggio inconscio è “sono vuoto e lascio spazio per il nuovo”.

A seconda di come queste fasi avvengono (normale, forzata, insufficiente) puoi fare una valutazione del tuo stato attuale psico-fisico.

Il 4° grado consiste nel superare le sfere esteriori e interiori della percezione.

 

Le respirazioni principali sono 9 e ognuna produce un effetto differente:

✨ ujjayi (respirazione sonora)

✨ anuloma viloma (narici alternate)

✨ surya bhedana (percorso del sole)

✨ shitakari (respirazione refrigerante)

✨ shitali (respirazione rinfrescante)

✨ bhastrika (respirazione a mantice)

✨ bhramari (il suono dell’ape)

✨ murchha (gesto del dio dai sei volti)

plavini (il galleggiante)

 

Condizione necessaria per praticare la respirazione è che lo stomaco deve essere vuoto (di cibo e acqua) ma senza provare il sintomo della fame o della sete.

Non esiste austerità che porti più in alto del controllo del respiro, esso purifica da ogni impurità e accende la fiamma della conoscenza.

Buona pratica

Namaste

Ele  🩷

 

 

Il 5° grado del cammino dello yoga descritto da Patanjali è il “ritiro dei sensi”, che consiste nel liberare i sensi principali (vista, udito, olfatto, gusto, tatto) dai soliti oggetti di percezione.

Il metodo migliore è quello di mantenere la concentrazione sulla respirazione e avere potere di discernimento e distacco dai pensieri perché ogni interruzione dovuta all’attività mentale riporta ai sensi.

Lo scopo è dominare l’abituale agitazione dei sensi per raggiungere il fine ultimo dello yoga. E’ uno stato di liberazione in cui i mali fisici non sono più percepiti.

I principali modi per arrivare al ritiro dei sensi sono:

✨ in posizione del loto, attraverso la ritenzione del respiro

✨ in posizione della realizzazione, guardando la punta del naso con sguardo fisso

controllo del respiro ascendente

✨ la ripetizione del mantra OM per 12.000 volte, a cuore tranquillo

posizioni invertite

concentrazione sul momento in cui inspirazione ed espirazione nascono e si dissolvono.

Questo è l’ultimo stadio ‘esteriore’ che aiuta a superare tutti gli ostacoli fisici e mentali, dopo di che lo yogi (ormani così si può chiamare) è pronto per il viaggio interiore.

Buon pratica

Ele 💖

Nel cammino dello yoga tradizionale, prima di tentare la concentrazione mentale è necessario che il corpo sia in salute e flessibile per rimanere “a lungo” e comodamente in una posizione “immobile” per meditare.

Le posizioni fortificano il corpo e rafforzano il sistema mentale: tenute in allineamento permettono l’unione del corpo denso con il corpo sottile e, in questi diagrammi, si può entrare in contatto con la Sorgente Divina.

Fare un’asana significa tenere una posizione a lungo, immobile, senza sforzo, in modo confortevole. Il tempo suggerito per ottenere dei benefici velocemente è tra le 3 e le 8 ore 😃 giusto per sviluppare la pazienza e la calma!

Le posizioni più importanti sono 84, di cui 4 quelle principali:

siddhasana (posizione della relizzazione)

padmasana (posizione del loto)

svastikasana (posizione propizia)

shimasana (posizione del leone)

Nel 3° grado del cammino dello yoga sono comprese tutte le pratiche fisiche che servono per prendere più confidenza con il proprio corpo:

asana (posizioni)

bandha (contrazioni muscolari)

mudra (gesti)

shat karma (7 atti di purificazione)

Tutto ciò per avere un’idea di come questa fantastica disciplina sia completa!!!

 

BANDHA

I bandha (o fissaggio posturale) sono movimenti che mirano a confinare la forza vitale nel tronco per stimolarlo e orientano il prana verso aree del corpo in cui le tossine ostacolano il flusso di energia. I principali sono:

mula bandha (contrazione del pavimento pelvico/della base)

uddiyana bandha (contrazione del ventre/volante)

jalandhara bandha (contrazione del collo/reticolo)

 

MUDRA

I mudra fungono da ‘sigilli’, sono particolari gesti fisici che hanno lo scopo di migliorare la consapevolezza e la concentrazione. Ci sono 25 ‘gesti’ principali, alcuni esempi sono:

yoni mudra (gesto del grembo)

maha mudra (il grande gesto)

kali mudra (gesto della dea kali)

 

SHAT KARMA

Sono i 7 atti di purificazione principali per tenere il corpo pulito:

dhauti (lavaggio dello stomaco)

vasti (lavaggio interno)

neti (lavaggio del naso)

nauliki (scuotimento del ventre)

trataka (fissità dello sguardo)

kapala bhati (mantice respiratorio)

gaja karani (atto dell’elefante)

 

Spesso in occidente arriva il messaggio che lo yoga sia solo ‘posizioni fisiche’, invece ogni singolo atto fatto con consapevolezza è un passo verso il Divino.

Namaste

Ele 🩷

 

Il secondo  degli otto stadi dello yoga di Patanjali, la base dello yoga moderno, riguarda le osservanze che hanno come scopo quello di controbilanciare le leggi del dharma (etica/doveri).

Le cinque osservanze sono:

✨ PUREZZA

La purezza è interiore ed esteriore, dunque riguarda:

  • il corpo: mediante bagni (di sette tipi)
  • i luoghi: sacralizzare i luoghi in cui si sta
  • l’orientamento: rivolgersi verso nord o est durante il giorno (verso nord durante la notte), che significa seguire una direzione precisa nella vita
  • l’interiorità: è l’insieme dei beni spirituali, quali il controllo dei sensi, le virtù, i valori, l’assenza di ego, l’equilibrio fisico e interiore

✨ CONTENTEZZA

Significa essere soddisfatti, sereni, grati sia che si incontri momenti difficili sia che si viva momenti favorevoli.

✨ AUSTERITA

E’ la fermezza:

  • fisica, ad esempio la pratica del digiuno
  • verbale, ad esempio evitare di parlare a vuoto, con parole frivole
  • mentale, apprezzare il silenzio interiore

✨ SVILUPPO DI SE’

Lo studio attraverso scritture rivelate, testi sacri, inni, preghiere, mantra e tutto ciò che porta alla conoscenza dell’Essere supremo.

✨ MEDITAZIONE SULLA DIVINITA’

Si riferisce alla devozione verso il Divino, un’arresa che nasce dall’eliminazione di ogni desiderio morboso, una fede salda verso qualcosa di superiore.

 

Gli effetti dei primi due gradi dello yoga di Patanjali, se praticati con autenticità, conducono alla liberazione. Questo è il primo passo da compiere per lo yogin che intende seguire il cammino di consapevolezza offerto dallo yoga.

Quando inizi una classe di yoga è importante che venga introdotta anche questa parte teorica che spiega ‘cosa fai’ e ‘quali sono i principi‘ dietro a questa meravigliosa disciplina.

Namaste

Ele 💖

 

L’hatha yoga di Patanjali, la base dello yoga moderno, che mira a liberare il corpo sottile dal controllo del corpo denso, implica otto stadi principali: yama (le astinenze) è il primo stadio.

Le cinque astinenze sono:

✨ NON VIOLENZA

La ‘non violenza’ è la base di tutto il cammino e comprende ogni azione, pensiero o parola che può creare dolore ad un altro essere vivente o a se stessi.

✨ VERITA’

E’ l’intenzione di agire bene, con parole dolci e vere verso gli altri.

✨ ONESTA’

Rappresenta l’essere autentico, non rubare, non dire falsità e non possedere ciò che è ‘male acquisito’: l’onestà è uno stato interiore di integrità, “essere onesti con se stessi” prima di tutto.

✨ CASTITA’

Si intende l’assenza di tutto ciò che può provocare turbamenti di emozioni a livello sessuale, nei sensi e nel  corpo.

Non è rinunciare a ‘fare l’amore’ ma astenersi dal disperdere energia in atti poco decorosi, di basso livello, senza una crescita personale.

La castità comprende anche l’astenersi da un regime alimentare alterato, che abbassa l’energia, e di tutte le altre necessità fisiche.

La castità è uno stato mentale, l’atto sessuale non ha importanza, è l’assenza di desiderio che conta, non l’azione in sè.

POVERTA’

Significa astenersi dall’accumulare oggetti di godimento, in tutti gli ambiti, per concentrarsi sullo spirito. La povertà intesa in questo senso equivale alla nudità sul tappetino, la nudità assoluta dello yoga.

 

Queste sono le basi di una buona condotta che apre le porte al cammino dello yoga e della consapevolezza personale; niente obblighi, ma un’invito a vivere in modo onesto e disciplinato nei confronti di se stessi e degli altri.

Ti piacerebbe fare yoga con me? Scrivimi in privato

Namaste

Ele 💖

Manca poco a Natale e spesso ci ritroviamo a riflettere su cosa sia meglio regalare. Hai mai pensato ad un’esperienza di benessere, un workshop, un corso di yoga o un percorso di crescita personale?

Sono regali che personalmente apprezzo molto perché non sono superficiali e anche se non resta nulla di materiale  permettono di vivere un’emozione profonda e di sentirti meglio interiormente.

Mi sembra un ottimo modo per augurare un nuovo anno a qualcuno, o anche a te stesso, donandoti del tempo per pensare alla salute mentale e fisica, senza stress. E questo è possibile anche a distanza attraverso le lezioni di yoga online.

Se, invece, vuoi donare un regalo tangibile “yogico” ti do alcuni suggerimenti:

🎁 UN TAPPETINO

Preferibilmente antiscivolo per permettere una buona tenuta delle mani e dei piedi durante la pratica. Ce ne sono di tutte le qualità e di tutti i costi. Ricorda che non è il tappetino a fare la pratica, sei tu! Fai in modo che sia quello giusto per te. Un sito in cui comprarlo è ReYoga.

🎁 UN CUSCINO PER MEDITARE

Serve per sedersi comodamente ed avere meno fastidio alle anche, soprattutto quando si trascorre molto tempo nella stessa posizione. Un cuscino da meditazione è comodo per tutti i praticanti, dai meno esperti ai veterani, per mantenere una posizione eretta e comoda quando si pratica la respirazione o la meditazione.

🎁 IL FEET UP

Serve per fare le inversioni con un sostegno che salvaguarda il collo e le vertebre cervicali, molto utile e divertente. In questo modo tutti possono accedere alle “posizioni testa in giù” in sicurezza, superando la paura e conquistando confidenza. Io ne ho uno e devo dire che è davvero interessante fare la pratica anche con questa variante.

🎁 I MATTONCINI E LA FASCIA

Sono attrezzi ausiliari che aiutano nelle posizioni, utili per i principianti ma anche per chi vuole perfezionare la tecnica delle posizioni. Sono attrezzi poco costosi e molto utilizzati. Io li faccio usare spesso alle mie lezioni per facilitare la pratica o, al contrario, per creare un elemento di disturbo e lasciar uscire il praticante dalla sua zona confort, un esercizio importante di consapevolezza.

🎁 IL BOLSTER

Un cuscino che si può utilizzare in vari modi per avere più sostegno in alcune asana. Aiuta a mantenere le posizioni più a lungo, ad aprire il petto e supporta le spalle e la schiena. A volte viene usato anche come cuscino per sedersi ma non è la sua funzione principale.

🎁 UNA COPERTA PER RILASSAMENTO

Sempre utile e comoda nei momenti in cui ci si ferma per meditare o rilassarsi, o per praticare yoga nidra o esercizi di visualizzazione. A volte si utilizza anche durante la pratica per sedersi o per assecondare il corpo in modo che il praticante sia il più comodo possibile, senza tensioni fisiche.

🎁 DEGLI INCENSI

Per profumare l’ambiente e creare un’atmosfera serena e rilassante, suggerisco assolutamente incensi naturali. Ci sono tanti tipi, quelli classici in stecca, ma anche quelli a cono, quelli in grani o in polvere. Io li uso tutti, in varie occasioni, anche quando non pratico ma voglio purificare l’aria di casa. Unico avvertimento, informatevi sulla fragranza che può piacere perché altrimenti non verranno utilizzati. Un sito in cui comprarli è Tea Natura.

🎁 UNA LAMPADA DI SALE

Ce ne sono di varie misure e, oltre ad essere molto carine, fanno anche bene alla salute. Infatti rilasciano degli ioni che purificano l’aria e fanno bene ai polmoni. Inoltre, creano un’atmosfera veramente soave e romantica, io le accendo ogni sera prima di addormentarmi e sono un aiuto a rilassarmi felicemente.

🎁 DEI LEGGINS PER PRATICARE

L’abbigliamento per praticare è un regalo utile e spesso ben gradito, soprattutto per chi pratica con costanza. Pantaloni, maglie, scalda muscoli e quant’altro possa far sentire comodi. E’ preferibile che i tessuti siano di cotone così che abbiano un impatto positivo anche sulla pelle.

🎁 UN LIBRO PER APPROFONDIRE LA TEORIA

Per chi è appassionato e vuole approfondire un libro può essere davvero un bel pensiero. Oltre a libri in cui si possono riprendere le asana (posizioni) e il pranayama (la respirazione), ci sono anche testi che spiegano la filosofia dello yoga, la storia e parlano dei grandi maestri. Un esempio è “Il cuore dello yoga” di T.K.V. Desikachar.

🎁 DIFFUSORE E OLI ESSENZIALI

Questo è un’altro metodo per creare un ambiente armonico e sereno. Scegliendo l’olio essenziale adatto il risultato è come quello dell’incenso. Personalmente apprezzo gli oli essenziali sia nell’aria che per fare dei massaggi.

🎁 JAPA MALA

La collana da 108 grani tipica dei tibetani che oltre ad essere utile per ripetere i mantra, come ad esempio l’ Ho’oponopono, può essere personalizzata con pietre specifiche che donano benefici alla persona. Infine, è anche un accessorio molto bello da indossare.

🎁 MUSICA INDIANA O DA MEDITAZIONE

Anche questo è un dono prezioso per chi pratica, che aiuta a trovare la centratura e l’equilibrio. La musica è sempre una buona compagna per il rilassamento e per aiutare ad eliminare pensieri pressanti. Le vibrazioni influenzano piacevolmente le cellule del nostro corpo donando uno stato di pace e tranquillità, per questo è importante utilizzare il sottofondo giusto.

🎁 UNA PIETRA

Il mondo delle pietre è infinito ma andando da un esperto puoi farti consigliare quale è la pietra più adeguata da regalare alla persona specifica. Un dono bellissimo, io le amo e hanno una potenza incredibile. Potrebbe essere una pietra collegata ad un’emozione, ad un chakra specifico, al segno zodiacale o a una situazione da risolvere.

🎁 UNA STATUA DEL BUDDHA

Una statua o una raffigurazione del Buddha o qualsiasi altra divinità è un dono apprezzabile. Oppure un oggetto che ricorda l’oriente come un elefante (che porta fortuna), il simbolo dell’OM (energia primordiale dell’universo) o un Tao da appendere in una parete. Sono immagini che contribuiscono ad abbellire la casa e a ripulire l’ambiente energeticamente.

 

Ecco, ti ho dato tante idee regalo che riguardano l’affascinante mondo dello yoga (e non solo) anche se resto dell’idea che  regalare un workshop o un mensile è ancora più prezioso e utile, perché poter comunicare con gli altri e condividere le emozioni per sentirsi meglio non ha paragoni!

Non mi resta che augurarti buon Natale! 🎁

Con affetto

E.

 

 

 

Voglio condividere una respirazione che ho imparato tanti anni fa in India e che a me serve molto nei momenti di stanchezza e confusione. Il maestro che me l’ha insegnata la chiamava “la respirazione dei 3 chakra” e prende in considerazione il 2°, il 4° e 6° chakra, rispettivamente il chakra sacrale, fulcro dell’energia emozionale, il chakra del cuore, centro dell’amore inteso nella sua concezione più ampia e il terzo occhio, che rappresenta l’intuito, la saggezza.

Questa respirazione aiuta a  ritrovare un senso di calma e tranquillità, ad avere più chiarezza mentale e sentirti più sereno.

Lavora a livello sottile su vari piani energetici e, per quanto riguarda la respirazione profonda dello yoga, si praticano quella diaframmatica, toracica e clavicolare. Si pratica anche la ritenzione a polmoni pieni, una fase statica del respiro, tecnicamente chiamata “kumbhaka“, che rappresenta uno stato di sospensione per energizzare il sistema nervoso, controllare il flusso dell’energia, calmare la mente, sperimentare un senso di quiete profonda.

Ti spiego come come si pratica.

Inizia con porre le mani appena sotto l’ombelico (all’altezza del 2° chakra), poi sul petto (sul 4° chakra) e infine incrociale dietro la testa (all’altezza del 6° chakra).

Quando le mani saranno sul 2° e  4° chakra inspira con il naso, trattieni l’aria per 10 secondi o 10 “om” ed espira sempre dal naso. Quanto le mani saranno incrociate dietro la testa, all’altezza del 6° chakra, ispira dal naso, trattieni l’aria 10 secondi o 10 “om” ed espira dalla bocca. Fai in modo che l’espirazione sia più lunga dell’inspirazione e che ti serva per lasciare andare tensioni, brutti pensieri e ciò che non ti appartiene più. Butta tutto fuori da te! Se ti può essere d’aiuto, inizialmente conta fino a 6 “om” quando inspiri e fino a 9 “om” quando espiri.

Ripeti questa respirazione per tre volte su ogni chakra, al termine riporta le mani comodamente appoggiate sulle ginocchia, riprendi il ritmo spontaneo del tuo respiro e sperimenta le sensazioni che provi nel momento in cui ti ascolti.

Ripeti questa respirazione più volte al giorno e anche prima di andare a dormire per staccare dai pensieri della giornata.

IL CONTEGGIO IN “OM”

Colgo l’occasione per parlare del mantra “om che spesso viene utilizzato come misura per scandire il tempo della respirazione: un “om” equivale ad “un secondo”.

Il mantra “Om” rappresenta il suono della creazione, la connessione con l’universo e ciò che ci circonda. Gli antichi saggi dicevano che se sulla Terra non ci fosse nessun rumore si sentirebbe soltanto il suono “Oooommmmmmm” ???? Non lo trovi affascinante? Esiste un suono che ci unisce alla creazione, una connessione ancestrale con gli esseri divini. Ripetere “om” spesso può apparire come un gioco…. bene, ti invito a giocare! Divertiti come un bambino che crede ancora nella magia dell’astrale e immaginalo come un richiamo alle tue origini. Mentre lo pronunci concentra la tua attenzione sulla vibrazione del petto e della nuca: non cantarlo, lascia che la voce esca dal diaframma soave e decisa. Sperimentandolo, man a mano, ti accorgerai che già conoscevi questa vibrazione presente in te fin dalla notte dei tempi.

Il mantra “Om” è il primo tassello di un puzzle gigantesco chiamato Yoga, che comprende molta saggezza ma anche tanta sperimentazione di te stesso. Buon scoperta!

Namaste ♥

♥ Eleonora