L’UNICA COSTANTE E’ IL CAMBIAMENTO

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Sono trascorsi più di venti giorni dall’inizio del nuovo anno e, già, molte cose sono inevitabilmente cambiate. I miei pensieri erano proiettati al 1° Febbraio, giorno del mio quarantesimo compleanno, ma il destino mi ha riportata a vivere il presente, “day by day”. Come? Nella maniera più sottile e astuta che potesse riservarmi: mi sono ammalata di Covid e da un momento all’altro è cambiato tutto. Piani stravolti, appuntamenti annullati, quarantena in casa da sola, dolori, brividi, tosse, raffreddore, febbre alta, pensieri sotto sopra e confusione totale. Questo è quello che ho provato per alcuni giorni.

In questo nuovo “stato di vita provvisorio” ho deciso di arrendermi, di non fare resistenza, e lasciare che gli eventi e la malattia facessero il loro corso. Dopo qualche giorno di riposo e cure la febbre è diminuita, i dolori e i brividi sono scomparsi ed ho ripreso a rialzarmi. Ho passato giorni difficili e molto intensi, in cui ho avuto la possibilità di fermarmi ed ascoltarmi. Ho compreso che questa è l’altra parte della medaglia della malattia, riuscire a placare la mente e percepire tutte le sensazioni che affiorano dal profondo del cuore. Paure, dubbi, preoccupazioni, affetti, cose non dette…. e mi sono chiesta: quanto influisce tutto questo sul mio stato di salute? E quanto sulla velocità di recupero?

Osservando ormai da anni i miei gatti, ho fatto come loro, sono rimasta immobile con i miei dolori con l’intenzione di trasformarli in una guarigione sia fisica che interiore. Una frase che ho ripetuto spesso quando ero in difficoltà è stata: “tutto passa, finiscono i momenti belli, finiscono anche quelli duri” e questo mi ha dato il coraggio per affrontare quel momento. Ma l’aiuto più importante  è stato ripetere i miei “mantra” che non sono solo in Sanscrito, sono le “mie preghiere”, quelle formule personali che mi accompagnano nella vita di tutti i giorni e che rappresentano un’ancora di salvezza, di fiducia, di incoraggiamento e di guarigione.

Condivido questo intimo pensiero perché credo che possa essere d’aiuto avere un “mantra”, non necessariamente inteso nell’accezione classica dello yoga e quindi donato da un maestro, ma una “formula personale” (che può essere una preghiera, un’intenzione, un pensiero positivo…) e ricordarla ogni qual volta ci sia la necessità, averla sempre in mente come un talismano protettivo. E’ stato molto utile mantenere l’attenzione sul mio mantra lasciandomi curare dal potere della ripetizione e dalla fiducia.

Le parole hanno un potere curativo, è importante fare attenzione a quelle che utilizziamo e in che modo; avere speranza, benedire anche la malattia, concentrarci sul lato positivo di quello che accade, aiuta il corpo e la mente a rilassarsi e questo è il primo passo verso l’auto-guarigione. Lasciando andare le tensioni la forza interiore aumenta e l’energia creatrice può sfociare in luce, pace e serenità. Come un fiore di loto che sboccia in tutta la sua bellezza e maestosità dalla melma stagnante, così anche noi possiamo rinascere dalle nostre sofferenze, a piccoli passi, con dolcezza e gentilezza verso noi stessi. Forse, affidarsi al cambiamento non è poi così tanto male.

Con affetto

Eleonora