Il 4° grado dello yoga di Patanjali è il pranayama, comunemente tradotto come “controllo del respiro”.
In realtà “prana” significa energia vitale, mentre “yama” o “ayama” hanno due significati diversi:
✨ yama significa “controllo”
✨ ayama significa “espansione”
Insieme acquisiscono un significato ancora più profondo, cioè controllo ed espansione dell’energia vitale.
Inoltre, il corpo pranico è composto da 5 flussi, dunque non si tratta solo dell’aria che respiriamo ma dell’energia che ci tiene in vita e permette a tutte le ‘cose’ di esistere ad ogni livello:
✨ prana, è la forza che attrae il respiro all’interno del corpo (regola l’inspirazione), è in corrispondenza del torace e comprende polmoni, cuore, organi respiratori e muscoli rispettivi.
✨ apana, è la forza che espelle il respiro (regola l’espirazione), è sotto la regione dell’ombelico e regola addome, intestino crasso, reni e genitali.
✨ samana, rappresenta lo spazio di tempo che intercorre tra inspirazione ed espirazione, corrisponde alla zona tra cuore e ombelico, in corrispondenza dello stomaco, intestino, pancreas, fegato.
✨ udana, è la forza che governa collo e testa, occhi, lingua, naso e orecchie. E’ anche responsabile della postura eretta, in sua assenza la consapevolezza del mondo esterno non sarebbe possibile.
✨ vyana, è la forza di riserva totale, che gira in tutto il corpo coordinando i movimenti.
Si deduce che c’è uno stretto collegamento tra la respirazione intesa a livello fisico e quella a livello ‘energetico’, che influisce lo stesso sul nostro corpo.
La vera tecnica dello yoga comincia con il controllo delle energie (prana) e dei ritmi vitali, di cui il più importante è il respiro.
Nel controllare le ‘energie vitali’ si giunge rapidamente a controllare il sistema mentale, l’attività incessante del pensiero… l’anima purificata dal pranayama realizza l’essere trascendente.
La respirazione avviene in 4 fasi, ognuna delle quali rimanda ad un aspetto psicologico:
✨ puraka (inspirazione), è il momento in cui il prana entra, il messaggio inconscio è “lascio entrare senza timore”.
✨ kumbhaka (ritenzione del respiro a polmoni ‘pieni’), è il momento dell’ossigenazione sanguigna, ha a che fare con la stabilità, la concentrazione mentale e la capacità di guardarsi dentro, il messaggio inconscio è “vivo nel qui e ora”.
✨ rechaka (espirazione), il momento in cui esce l’aria di troppo, il messaggio inconscio è “non trattengo, lascio andare il superfluo”.
✨ kumbhaka (sospensione del respiro a polmoni ‘vuoti’), è il momento di vuoto, il messaggio inconscio è “sono vuoto e lascio spazio per il nuovo”.
A seconda di come queste fasi avvengono (normale, forzata, insufficiente) puoi fare una valutazione del tuo stato attuale psico-fisico.
Il 4° grado consiste nel superare le sfere esteriori e interiori della percezione.
Le respirazioni principali sono 9 e ognuna produce un effetto differente:
✨ ujjayi (respirazione sonora)
✨ anuloma viloma (narici alternate)
✨ surya bhedana (percorso del sole)
✨ shitakari (respirazione refrigerante)
✨ shitali (respirazione rinfrescante)
✨ bhastrika (respirazione a mantice)
✨ bhramari (il suono dell’ape)
✨ murchha (gesto del dio dai sei volti)
✨ plavini (il galleggiante)
Condizione necessaria per praticare la respirazione è che lo stomaco deve essere vuoto (di cibo e acqua) ma senza provare il sintomo della fame o della sete.
Non esiste austerità che porti più in alto del controllo del respiro, esso purifica da ogni impurità e accende la fiamma della conoscenza.
Buona pratica
Namaste
Ele 🩷
