Dolore alle ginocchia? Ecco dei suggerimenti per proteggerle durante la pratica

Quando pratichiamo yoga, a volte, può capitare di avere dolori alle ginocchia e per evitare che questo accada è utile sapere come prevenire questo disagio evitando le posture sbagliate e aiutandosi con dei supporti.

Parto dal presupposto che durante la pratica è importante percepire il fisico nel suo insieme e sentire la connessione tra le varie parti del corpo. E’, dunque, fondamentale mantenere gli allineamenti ed un’adeguata simmetria, soprattutto quando si lavora con i muscoli delle gambe.

Alcuni consigli per proteggere le ginocchia e non sovraccaricarle sono:

  1. Evitare di iperestendere le gambe.

Questo può accadere in posizioni come PASHIMOTTANASANA, la pinza o piegamento in avanti, in cui allunghi particolarmente la parte posteriore. Ricorda che l’equilibrio sta nel mezzo e stendere troppo le articolazioni non è utile.

  1. Controlla gli allineamenti

In una posizione come TADASANA, la montagna, ad esempio, fai attenzione ad allineare i piedi con le anche e controlla che siano paralleli, con il peso ben distribuito a destra e sinistra, sui talloni e sull’avampiede.

  1. Prendi l’abitudine di utilizzare gli attrezzi, se necessario o richiesto dall’insegnate, come ad esempio una coperta da mettere sotto le ginocchia quando sei in quadrupedia.

Ascolta i segnali del tuo corpo e assecondali per sentirti a tuo agio mentre pratichi le posizioni.

  1. Un ultimo suggerimento è, se ti senti molto rigido, di iniziare qualsiasi pratica con un riscaldamento di piedi e anche, facendo ad esempio delle rotazioni delle caviglie.

Queste sono alcune delle accortezze che possono migliorare il tuo approccio con la pratica, la sua qualità e stimolare la tua sensibilità. 

 

PRATICARE IN PROTEZIONE

Lo yoga insegna a togliere, ad allentare, a mettere da parte la voglia di dimostrare “ciò che vali” perché il valore che conta è quello interiore, fatto di pochi pensieri e tanto agire. La peculiarità di questa saggia e antica disciplina è quella di accompagnarci ad apprendere ciò attraverso il nostro corpo, i suoi limiti e le difficoltà che riscontriamo. Quando pratichi una posizione troppo comoda non stai imparando nulla, al contrario, quando pratichi una posizione con troppo sforzo sei nell’esercizio fisico: la via è nell’equilibrio tra il “togliere” tensioni e l'”osare” per progredire. Sembra un controsenso, in realtà è in questa apertura mentale che avviene il miracolo dell’evoluzione, del salto di qualità, dell’elevazione interiore. Quello che conta non è più la performance o la posizione finale, ma il percorso che ti porta ad arrivare fin lì. Come? Osservando il corpo, sentendo il fastidio, cercando un modo per superarlo o evitarlo, rimanendo immobili per sentire il respiro e dirigerlo nel punto in cui c’è tensione, esplorare le emozioni che ti attraversano e trasformarle.

Se pratichi yoga sei un ricercatore, un esploratore di te stesso, del corpo, della mente e della realtà che ti circonda. Perchè farlo in protezione? Perchè il rispetto che hai per il tuo corpo si trasforma in elasticità fisica e mentale, in amore per te stesso e per gli altri, in un movimento evolutivo che riguarda la tua vita.

Il concetto di “praticare in protezione” è molto vasto: proteggersi per non farsi del male vale sia sul tappetino che nella vita. Così lo yoga accade ed entra nella tua quotidianità.

 

Namaste ♥

 

♥ Eleonora